Nel bagaglio genetico di riflessi che il bambino porta con sé dalla nascita (ed anche da prima della nascita!) esiste il suddetto automatismo, che consiste nella chiusura automatica (cioè involontaria) dellepiglottide ogni qualvolta le fauci del bambino vengono invase improvvisamente dallacqua, evitando così che lacqua finisca nei polmoni (ricordiamo che lepiglottide è la valvolina sita nella faringe, che mette in comunicazione la bocca con il condotto respiratorio ) Questo riflesso sparisce verso il dodicesimo mese di vita. Per questo motivo si è difusa lidea che i bambini imparano a nuotare da neonati solo se portati in piscina prima che questo riflesso sparisca. Questa affermazione è falsa. I bambini imparano a nuotare (nella fattispecie a controllare il respiro) a tutte le età. È vero che lapprendimento del controllo del respiro è facilitato se lautomatismo è ancora funzionante, ma dobbiamo dire con forza che non è mai tardi per iniziare un felice percorso di avvicinamento allAcquaticità, tutti i momenti della vita sono buoni per immergerci in acqua e condividere col nostro piccolo unora intensa di giochi canzoni e avventure a non finire. Secondo la nostra esperienza è altrettanto vero che i bambini che iniziano a nuotare da piccolissimi (1, 2, 3 mesi ) riescono a vivere con un'altra intensità il rapporto con lacqua e quindi imparano con una facilità e velocità superiori alla media dei bambini che iniziano più tardi; alcuni ipotesi parlano dei forti ricordi intrauterini che fanno sentire la loro presenza e tornano a galla davanti ad esperienze così simili alla vita nel grembo; sono bambini con una marcia in più, più vivaci, più intraprendenti, in comunione con un ambiente a loro perfettamente congeniale. Concludiamo dunque auspicandoci che tutti i bambini di prima infanzia abbiano la possibilità, la ricca e bella possibilità, di poter passare unora in acqua a giocare intensamente con una mamma o un papà disponibilissimi allinterscambio esigenti soltanto nel creare situazioni di gioco stimolanti e piacevoli per il proprio figlio, senza pensare se hanno o meno letà giusta per imparare a nuotare.



